Il viaggio

Trasferimento in traghetto partenza da Venezia sabato 6, il solo momento emozionante quando abbiamo percorso il canale di Corinto alle 10 di sera con il buio, ma illuminato a giorno, uno spettacolo irripetibile, il traghetto è saturo di partecipanti dei Giochi, con noi ci sono piloti di palloni, di aerei acrobatici, di alianti, di ultraleggeri, di tutti i paesi ad ovest della Repubblica Ceca, la Turchia non è poi così facile da raggiungere via terra.

I parapendio volo libero e gli aeromodelli vanno in aereo.

L’assaggio della cucina offerta dal cuoco di bordo ed il suo aspetto da Pietro Gambadilegno ci ha fatto subito sperare di arrivare molto presto.

Non ci consolava nemmeno il primo impatto con le musiche Turche, quelle che per loro sono melodie per noi sono delle malinconiche e stridule stonature.

In tutta la Turchia ci sono manifestazioni e festeggiamenti per questo primo evento a livello mondiale.

All’arrivo della nostra nave, Il martedì 9, ci accoglie la Pattuglia Acrobatica Turca ! Riesco a scattare dalla nave delle bellissime foto ad effetto con scie di fumo e incrociatori schierati nel porto, sono in un rullino che non trovo più.

Dopo avere superato la barriera burocratica dei doganieri che, incredibile ma vero, ci hanno fatto rimpiangere la nostra disorganizzazione, abbiamo raggiunto l’ Aeroporto di Aydin al più presto per avere modo di capire le condizioni meteorologiche del posto.

Durante il viaggio in furgone dal porto all’aeroporto io e Vittoriano, i prudenti, studiamo con attenzione l’orografia della zona e notiamo che le piante ad alto fusto in Turchia sono molto flessibili e sotto l’azione di una leggera brezza si piegano molto ... avvicinandoci all’aeroporto verso le 16 pensiamo che le bandiere e le maniche a vento siano state inamidate, in posizione orizzontale ... poi ci accorgiamo che questa impressione è dovuta alla brezza intorno ai 40 Km/h, a casa mia in Pianura Padana una brezza così verrebbe scambiata per un uragano, ma qua purtroppo scopriremo che è normale. Oggi non si vola, il vento dura fino oltre il tramonto.

Le bandiere a mezz’asta ci annunciano che un pilota di ULM Indonesiano è morto in un incidente il sabato prima del nostro arrivo. Gli Indonesiani sono nostri vicini di tenda fornita dall’organizzazione (box, hangar, cucina o camera da letto secondo i gusti, in un 3x3), sono cordialissimi, il loro TL mi spiega che l’incidente forse è successo per la stanchezza del viaggio, il mezzo autocostruito non presentava rotture.

Il posto

Aydin è un capoluogo di 50.000 abitanti a circa 60 Km ad est dalla costa occidentale sul Mediterraneo, fino alla fine non siamo riusciti a capire perché queste gare si siano svolte in questo posto.

L’economia locale è retta da coltivazioni di buonissima frutta che non siamo mai riusciti a vedere in tavola, specialmente fichi (Germencik a pochi chilometri è un centro mondiale di produzione), olive che non servono a fare olio, per averne a tavola avremmo venduto il telefono di Mauro, e sterminati suggestivi campi di fiocchi di cotone nel periodo di raccolta, unospettacolo da non perdere, quando arriviamo i campi sono tutti verdi, alcuni giorni dopo sono bianchi.

Lo scontato mercato di negozi-bancarelle copre praticamente tutto il centro della città.

L’aeroporto bello, moderno, organizzato, è stato costruito apposta per noi, ma quando noi ce ne andremo non servirà più, o solo ai militari, non abbiamo ancora capito fino in fondo perché la Turchia abbia fatto tutta questa fatica.

Nell’occasione scopriamo anche che la Turchia ha il suo pioniere di volo, sicuramente non è conosciuto da tutti che qualcuno svolazzava ad Istambul nel 17°secolo !

Ci viene consegnata una bella medaglia ricordo e con un breve comunicato :HEZAR-I FEN AHMET ÇELEBI scendeva dalla torre di Galata alta 47 metri con delle ali fissate alla schiena. In questo modo egli riusciva ad attraversare lo stretto di Istambul ed atterrare nella riva opposta a Üsküdar Dogancilar, guadagnandosi il titolo di primo uomo capace di volare.

La pista asfaltata di circa 1000 metri orientata est-ovest come la valle e le brezze dominanti servirà solo agli ULM, per noi è riservata metà superficie verso nord, divisa da una linea ideale che congiunge due grandissime maniche a vento, la linea di separazione sarà invalicabile per tutta la durata del WAG pena penalizzazione o squalifica.

Al centro dell’area la palazzina con gli uffici, sala stampa, cambio, ufficio postale, sala punteggi, regia della rete Euro Sport, sala fotocopie, pannelli di comunicazioni per i piloti, il tutto sotto la protezione di quello che chiameremo La Presenza Inquietante.squadra.jpg (4777 byte)

Scopriremo poi che Atatürk è l’eroe nazionale che ha liberato la Turchia dai Maragià, ma è morto nel ‘36 ! La sua gigantesca immagine disegnata sulla parete esterna della palazzina contornata da nuvolette, la ossessionante presenza dei sui ritratti all’interno della palazzina, in tutti i negozi, nei francobolli, nelle banconote, nei timbri degli uffici, nelle monete, in quadri artistici con frasi storiche e dediche, in calendari, in medagliette in oro o in latta, in busti in bronzo nella nave, in mille e una occasione, per noi era : La Presenza Inquietante !

L’aeroporto di Aydin è al centro di una valle lunga 150 Km e larga qui 6 Km, orientata Est ovest, con il mare ad ovest e montagne fino a 2500 m ad est (sito dei Giochi di deltaplano e parapendio a Denizli).

Ergo, matematico, chiunque con poco buon senso lo può capire: brezza di valle da Est al mattino, grandi bombe termiche di convergenza a metà giornata, rotazione il pomeriggio con brezza di mare potente come una corrente a getto ... secondo il meteorologo non doveva essere così, per tutto il periodo in cui lo hanno pagato (io spero di no) ci ha annunciato brezze leggere 2/3 nodi il mattino, termiche da 2 m/s a mezzogiorno, brezze da 4/5 nodi al pomeriggio, almeno non ha sbagliato le direzioni... non ho avuto la fortuna di conoscerlo e chiedergli che lavoro facesse sua sorella.

La zona comunque è meravigliosa, le prime colline a nord ed a sud sono aride e modellate dalle scarse piogge con delle forme e colori rossi marroni che hanno colpito la sensibilità di tutti i partecipanti. In fondovalle una piana alluvionale, ricchissima di canali naturali ed artificiali, che permette una agricoltura attivissima.